Progetto Borse Lavoro, un tributo a Maria Teresa Pichetto
Le Borse Lavoro del Progetto Impresa Accogliente edizione 2026 camminano saldamente con le gambe dei loro finanziatori, in primis la Fondazione Cottino. Ma La goccia di Lube ha anche desiderato creare un’occasione per ricordare con affetto e riconoscenza l’impegno di Maria Teresa Pichetto, prestigiosa figura del mondo accademico torinese, a favore della formazione universitaria tra le mura delle carceri, in particolare al Polo Universitario della Casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. La professoressa Pichetto – Lilli per gli amici – è mancata improvvisamente lo scorso novembre. La goccia di Lube ha voluto riservarle il suo tributo intitolandole le borse lavoro che sta cominciando ad attivare.


Chi era Maria Teresa Pichetto? Ognuno può aver trattenuto la sua parte di questa eccezionale persona. Ma abbiamo pensato di affidare il suo ricordo a un amico particolare, uno dei suoi allievi più affezionati del Polo universitario della Casa circondariale Lorusso e Cutugno, Marco Purita.
Sono Marco Purita, ex detenuto, allievo della professoressa Pichetto. L’ho conosciuta nel 2002, quando dal carcere di Opera ho scelto di essere trasferito al Polo Universitario della Casa circondariale di Torino per riprendere gli studi universitari. Da subito si è instaurato un forte legame spirituale e intellettuale tra me e lei che allora ricopriva il ruolo di delegato del Rettore dell’Università di Torino. Io avevo 25 anni e la professoressa Pichetto mi ha sostenuto e incoraggiato per la mia giovane età e la mia serietà negli studi, tanto da diventare per me la mia madre accademica. Ho scelto di laurearmi in Dottrine politiche, cioè con lei e con il professore emerito Gian Mario Bravo (esperto internazionale di Marx), con una tesi su Nietzsche con la quale ho vinto il premio Optime dell’Unione Industriali di Torino. Visto il successo e i miei risultati, la professoressa Pichetto mi ha consigliato di continuare gli studi accademici, proponendomi di accedere al corso della laurea magistrale in Scienze Politiche al Polo Universitario. Siamo nel 2005, più di venti anni fa.
Io non sono stato il primo laureato per la triennale (il primo è stato un palestinese) ma lo sono stato per la laurea magistrale, sempre in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Ho scelto di specializzarmi con una tesi in Dottrine Politiche, sempre con Pichetto e Bravo. E la mia tesi su Nietzsche e i totalitarismi del Novecento ha vinto ancora il premio Optime dell’Unione industriali di Torino e l’Onorevole Distintivo dell’Università regia di Torino. Siamo nel 2008. Visti i risultati, la professoressa Pichetto mi ha incoraggiato a proseguire ancora gli studi. Intanto, dopo otto anni di reclusione, incomincio a uscire in misura alternativa. Mi preparo e vado a sostenere l’esame pubblico di ammissione per il dottorato in Dottrine Politiche (Studi Politici. Storia e Teoria XXIV ciclo). E lo vinco con borsa di studio su 45 iscritti. Arrivo primo. E dal 2009 al 2012 con la professoressa Pichetto e Bravo e i suoi assistenti ho portato avanti un progetto di ricerca sull’Utopia e la distopia.
In tutto questo percorso ho tralasciato un pezzo importante: nel 2003/2004 scrivo una lettera a Adriano. Lui all’epoca lavorava come giornalista per il Sole 24 Ore. Noi allora ancora non ci conoscevamo, avevamo un amico in comune a Milano, anche lui giornalista del Sole 24 Ore. Adriano ha risposto alla mia lettera e abbiamo cominciato la nostra corrispondenza che è durata per tre anni. Finché grazie alla professoressa Pichetto e ai suoi collaboratori siamo riusciti ad ottenere il permesso per fare entrare Adriano al Polo Universitario (che allora si trovava al Blocco B Sezione Quinta).
Ed eccoci qui. Dopo, io faccio il post dottorato, sempre in misura alternativa, sempre sotto la supervisione della cara professoressa Pichetto e del professor Bravo e dei suoi collaboratori. Infine mi sono trasferito a Milano per problemi di salute. Per una crisi mentale. Tanto che sono andato in analisi. Gli studi mi hanno aiutato tantissimo durante il periodo della detenzione, però 13 anni di carcere non sono stati uno scherzo e ne ho risentito psicologicamente. Tuttavia la professoressa Pichetto e il professor Bravo e Adriano mi sono stati vicino per lettera e per telefono durante il periodo di cura. Sono guarito e ho incominciato a scrivere romanzi e saggi. Utopie.

Il 15 aprile presso la scuola elementare Salvemini Maria Teresa Pichetto è stata ricordata con la piantumazione di un nocciolo, presenti le autorità scolastiche, del Comune (l’assessore Francesco Tresso) e della Circoscrizione (il presidente, Luca Rolandi). L’iniziativa, sostenuta finanziariamente dall’associazione WeTree, è del Rotary Club Nord-Ovest guidato da Maria Lodovica Gullino. Ha ricordato “Lilli” Pichetto suo figlio, Giulio Martellini. Ecco alcune fotografie dell’evento.



