Palazzo Reale ospita “Impresa Accogliente”
Alla Caffetteria di Palazzo Reale si è svolta lo scorso 8 ottobre la serata promossa da La goccia di Lube e Monteleone Group, con la testimonianza dell’artista Santi Sindoni, la consegna delle targhe alle aziende aderenti al progetto Impresa Accogliente e con i dati del reinserimento delle persone che stanno scontando la condanna con misure alternative al carcere. Delle 40 persone prese in carico da gennaio 2026 nell’ambito di Impresa Accogliente finanziato dai fondi dell’8 per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – ma anche da Fondazione Cottino, 8 per Mille della Chiesa Cattolica, Rotary Club Torino Nord Ovest e Fondazione Azzoaglio – 28 sono state complessivamente coinvolte in 17 nuovi inserimenti al lavoro, 8 contratti o tirocini rinnovati o trasformati e 3 percorsi formativi, grazie alla disponibilità di 19 aziende e cooperative.
PER UNA SOCIETA’ ACCOGLIENTE – Storie di reinserimento sociale durante e dopo la detenzione attraverso l’arte e il lavoro
L’evento, svoltosi alla Caffetteria di Palazzo Reale, è stato organizzato da La goccia di Lube ETS, associazione di volontariato torinese che dal 2018 accompagna al lavoro le persone che scontano la pena fuori dal carcere, e da Monteleone Group, realtà del food and events che gestisce la Caffetteria Reale. Tra dipinti, testimonianze e impegni concreti, è stato raccontato come il lavoro e l’arte possano aprire una seconda possibilità di vita (onesta e responsabile) a chi ha scontato o sta scontando una pena.



Adriano Moraglio, presidente de La goccia di Lube, ha presentato un aggiornamento dei risultati raggiunti dal Progetto Impresa Accogliente, lo strumento con il quale l’associazione cerca di offrire una possibilità di riscatto con il lavoro alle persone sottoposte alle misure alternative al carcere o in fine pena che senza un’occupazione non possono mantenersi e aprirsi prospettive di futuro che tengano lontano le possibilità di recidiva. Nel 2026, da gennaio a oggi, delle 40 persone prese in carico dal Progetto, 28 sono state coinvolte complessivamente in 17 nuovi inserimenti lavorativi (tra tirocini e contratti a tempo determinato), in 8 tra rinnovi e trasformazioni di tirocini e di contratti e in 3 percorsi di formazione professionale. I rinnovi e le trasformazioni comprendono proroghe di tirocinio, passaggi da tirocinio a tempo determinato, rinnovi di contratti a tempo determinato e trasformazioni a tempo indeterminato o ad apprendistato professionalizzante. Le persone prese in carico dal progetto sono accompagnate dai 40 volontari oggi attivi nell’associazione. Diciannove le imprese e le cooperative che hanno partecipato a questa gara di offerta di un’opportunità lavorativa. Le imprese e le coop contattate nella ricerca di posti di lavoro sono attualmente più di 50 sul territorio di Torino provincia. Il Progetto Impresa Accogliente ha potuto raggiungere tali risultati grazie a due fattori essenziali: i finanziatori e l’apporto dei volontari. L’iniziativa è attualmente supportata finanziariamente in modo prioritario dall’8 per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ma anche dall’apporto economico di Fondazione Giovanni e Annamaria Cottino, 8 per Mille della Chiesa Cattolica, Rotary Club Torino Nord Ovest e Fondazione Azzoaglio.
Il vuoto da colmare e una categoria dai numeri impensati
Il progetto interviene dove la legge non arriva. La Legge Smuraglia (193/2000) premia le imprese che assumono detenuti in carcere, ma non prevede alcun incentivo per chi assume persone in misura alternativa, come l’affidamento in prova al servizio sociale o la detenzione domiciliare. L’associazione continua a chiedere a Governo e Parlamento di colmare la lacuna della Legge Smuraglia, estendendo gli incentivi fiscali anche alle assunzioni di persone in misura alternativa.
A fine 2025 in Italia erano 84 mila le persone in misura alternativa, più dei circa 63 mila detenuti negli istituti di pena; in Piemonte circa 5 mila, nella provincia di Torino circa 2800. Impresa Accogliente, ideato e realizzato da La goccia di Lube, offre a queste persone lavoro, formazione e accompagnamento, e alle imprese un riconoscimento e un sostegno lungo il percorso. Già tra 2024 e 2025, con il sostegno della Regione Piemonte e l’impegno dei volontari, il progetto aveva seguito circa 100 persone in misura alternativa o sottoposte a procedimenti penali, compresi i giovani adulti tra i 18 e i 25 anni. Gli inserimenti lavorativi erano stati 30 a fine 2025.
L’evento alla Caffetteria di Palazzo Reale, la pittura di Santi Sindoni
I dati sono stati comunicati durante l’incontro alla Caffetteria di Palazzo Reale che si è aperto con i saluti istituzionali delle autorità presenti e con il racconto della storia di Santi Sindoni, pittore ed ex detenuto. Negli anni della detenzione, tra gli istituti di Opera e Bollate a Milano, Sindoni ha realizzato murales e dato vita a una scuola d’arte per i compagni. Nel 2005 ha dipinto un affresco per il Palazzo di Giustizia di Milano, lo stesso che lo aveva condannato. Scarcerato nel 2015, ha ricevuto nel 2023 la grazia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La sua storia è un esempio concreto di ciò che accade quando qualcuno ricomincia e trova chi gli dà fiducia. Secondo il critico d’arte Andrea de Liberis, per Santi Sindoni, “dopo un difficile percorso di vita, il recupero spirituale è stato il principale impulso alla sua creatività con opere che non lasciano dubbi sulla sua professionalità volta alla contemplazione dell’universo circostante con uno sguardo quasi sacerdotale. La rappresentazione della Sacra Sindone con le opere della via Crucis realizzate da Santi Sindoni è certamente l’epigono dell’arte cristiana. Per Sindoni l’arte della rappresentazione religiosa deve avere sempre nuovi input perché se muore l’ arte muore anche l’uomo”.
Qui di seguito uno spezzone del toccante intervento di Santi Sindoni:
https://youtube.com/shorts/0-IVfpeTzz4
Alla serata hanno portato il loro saluto rappresentanti delle istituzioni e della magistratura. Il messaggio condiviso è stato che il reinserimento è una responsabilità dell’intera comunità e passa dal lavoro, dalla rete tra carcere, imprese e associazioni e dalla fiducia concessa a chi ha scontato o sta scontando una pena, per ridurre il rischio di recidiva. Sono intervenuti:
• Diletta Berardinelli, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Torino: si è soffermata sulla riflessione che l’uomo non è il suo errore; il reinserimento è una responsabilità della comunità e serve fare rete per valorizzare il lavoro delle associazioni e contrastare la recidiva.

• Silvio Magliano, consigliere regionale del Piemonte: ha riconosciuto il valore del lavoro de La goccia di Lube e l’importanza delle condizioni in cui le persone iniziano il percorso di inserimento, spesso senza più la famiglia accanto: il legame del lavoro e il rapporto umano con i volontari restituiscono speranza. Qui di seguito il suo intervento.
• Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio comunale di Torino: ha sottolineato che il lavoro de La goccia di Lube ha ridato senso alla parola accoglienza e invita a ragionare di responsabilità e non solo di colpa.

• Gianna Pentenero, consigliera regionale del Piemonte: ha richiamato l’importanza di costruire relazioni e un ponte tra il sistema carcerario e il mondo delle imprese, tenendo conto delle esigenze di ogni territorio. Qui a seguire il video del suo intervento.
https://youtube.com/shorts/6hVkwi1clPE?feature=share
• Michela Favaro, vicesindaca di Torino: chi ha finito di scontare la pena deve rientrare nella comunità attraverso un percorso di riabilitazione e rieducazione; il vero inserimento lavorativo è ciò che più aiuta ad abbattere la recidiva, e servono formazione e inserimenti.

Santi Sindoni ha raccontato che cosa ha significato l’arte durante la detenzione: “Il buio l’ho visto e l’ho conosciuto. Mettere un passo davanti all’altro significa ritrovare la libertà per chi soffre perché non trova la luce. L’arte e la scienza sono ciò che dà equilibrio: la scienza lo cerca a livello cosmico, con le equazioni; l’arte cerca le funzioni del cammino. In una condizione di prigionia, di mancata libertà e di mancato equilibrio, l’arte è stata capace di ridarmi una luce, che però ho trovato anche in persone come Adriano Moraglio e come Michele Monteleone. Con Michele, giorno dopo giorno, il rapporto è diventato sempre più accogliente, come un’anima che incontra un’altra anima. L’arte mi ha liberato le mani dalle catene perchè l’arte è l’equilibrio tra l’essere e l’universo”.

Dell’intervento di Sindoni e dell’intera serata ha parlato il servizio video di Patrizia Corgnati per la testata Linea Italia Piemonte, che proponiamo qui di seguito:
https://youtube.com/shorts/-MpNQJQNbAM?is=1s8nZvetNhhqwWjw
A parlare del rapporto con l’artista è stato Michele Monteleone, suo tutore quando Sindoni è uscito dal carcere e ha ultimato la pena fuori: “Ho conosciuto Santino vent’anni fa e da quella conoscenza è nata un’amicizia. Mi ha spiegato il suo lavoro e il significato che l’arte ha per lui, e un giorno mi ha fatto una richiesta diretta: poteva uscire dal carcere in misura alternativa, ma aveva bisogno di un tutore. Ho avuto un attimo di sbandamento, mi sembrava una responsabilità veramente grande: se avessi detto di sì, le nostre vite si sarebbero unite. Ho detto di sì, fidandomi del desiderio di aiutare e di adoperarmi. È nato un rapporto fantastico di stima e di rispetto con una persona che presentava tante problematiche e che mi chiedeva fiducia. Chi deve reinserirsi ha tante paure e merita assistenza e fiducia”, ha raccontato Monteleone.

Nel corso della serata sono state consegnate le targhe «Impresa Accogliente» alle aziende che più recentemente si sono rese disponibili a offrire opportunità di lavoro ai beneficiari del progetto: Primark, Samsic Italia S.p.A. e BE AM S.r.l., impresa sociale della Fondazione AIEF ETS. È stato inoltre annunciato da parte de La goccia di Lube l’avvio di una forte campagna di fundraising e descritti i primi passi del Progetto Borse Lavoro – intitolato alla memoria di Maria Teresa Pichetto – per favorire gli inserimenti lavorativi, anche a garanzia della generosità e dell’impegno sociale delle realtà imprenditoriali. Sul Progetto Borse Lavoro si concentra in particolare il sostegno finanziario di Fondazione Cottino, Rotary Club Torino Nord Ovest e l’8 per Mille della Chiesa Cattolica.



Qui di seguito i video degli interventi di Umberto Scutti, di Tommaso Varaldo e di Francesca Tempesta:
https://youtube.com/shorts/91FHTE57Nfs
https://youtube.com/shorts/wL_xs2dy3wc?feature=share
La serata si è chiusa con un apericena a cura della Caffetteria Reale, che ha ospitato l’evento in una delle cornici storiche e più suggestive della città. Il locale è gestito dall’11 aprile 2025 da Monteleone Group.

Un nuovo sostegno finanziario e il supporto di datoriali e mondo della formazione
Dall’ultimo trimestre del 2026 il Progetto Impresa Accogliente in versione Large (tre anni) è sostenuto anche dalla Fondazione Compagnia di San Paolo con un programma che si affianca e amplia quello attuale.
La rete di Impresa Accogliente comprende le associazioni del mondo del lavoro, tra cui Unione Industriali Torino, API Torino, Confesercenti Torino, Confcooperative Piemonte Nord, Collegio Costruttori ANCE Torino, Compagnia delle Opere Piemonte, UCID, Vol.To, Lega Coop Piemonte, Confartigianato Torino, AICS Torino e AISM. Partner strategici sono UIEPE, CGM/USSM e l’Agenzia Piemonte Lavoro con i Centri per l’Impiego; per la formazione collaborano Scuola Camerana, Immaginazione e Lavoro, Casa di Carità Arti e Mestieri, API Formazione e Formedil; per la ricerca di posti di lavoro Adecco Inclusion.
Serena Ravazzotti

