La “battaglia” per estendere i benefici della legge Smuraglia alle misure alternative/ 4. Approvata mozione in Comune a Torino
All’unanimità il Consiglio comunale di Torino ha approvato il 13 aprile scorso una mozione che invita sindaco e giunta comunale a farsi promotori verso il Governo della richiesta di estendere i benefici della legge Smuraglia a favore delle imprese che assumano lavoratrici e lavoratori condannati o internati ammessi alle misure alternative alla detenzione. “Ringraziamo la Presidente del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo, che ha promosso questa presa di posizione e che significativamente ha trovato tutti i gruppi politici favorevoli. Chiedere al livello politico nazionale una più ampia fruizione per le imprese degli incentivi della legge 193/2000 ad assumere persone svantaggiate come quelle in misura alternativa al carcere – detenzioni domiciliari (articolo 47 ter dell’ordinamento giudiziario) e affidamenti in prova al servizio sociale (articolo 47) – a tutt’oggi consentita solo per assunzioni di detenuti incarcerati – è un punto di svolta importante per l’impiego di questa legge, perlopiù sconosciuta e sottoutilizzata”, afferma Adriano Moraglio, presidente de La goccia di Lube. “Ciò non significa”, precisa Moraglio, “che l’intervenire finanziariamente a sostegno di questa categoria di condannati definitivi vada a discapito degli stanziamenti statali per migliorare le opportunità di riscatto di quanti sono ancora detenuti internati”.
La mozione ha preso le mosse proprio da un continuo confronto tra l’associazione e la presidente Grippo, compreso Luca Pidello, presidente della commissione comunale Legalità, che il 16 gennaio scorso aveva convocato per un’audizione proprio il presidente de La goccia di Lube per discutere del provvedimento proposto dalla Grippo.
L’iniziativa politica di Palazzo civico invita anche sindaco e giunta a farsi parte attiva presso le realtà imprenditoriali allo scopo di prevedere azioni di sensibilizzazione per promuovere e favorire l’inserimento socio-lavorativo delle persone soggette a restrizioni della libertà personale.



