Storie dell’Impresa Accogliente/ 10. Intervista alla Cooperativa Raggio
E’ possibile coniugare, mettere insieme, business e inclusione sociale. Anzi, si può ben dire che l’inclusione sociale fa bene al business. Lo dimostra la storia di una delle “imprese accoglienti” – iscritta all’omonimo Albo e insignita dell’apposita targa – raccontata in questa intervista realizzata dalla nostra coordinatrice dei rapporti con le imprese, Silvia Lessona, a Fabrizio Billero, presidente della cooperativa Raggio, di Torino. Billero ha offerto lavoro a uno dei nostri candidati tra le persone che La goccia di Lube prende in carico, sottoposte a misure alternative al carcere (detenzioni domiciliari e affidamenti in prova al servizio sociale). Si veda il precedente articolo tra le news di questo sito:
Le risposte che Billero dà nell’intervista a Lessona sono un inno all’accoglienza e alla fiducia.
Ecco qui di seguito che cosa Silvia Lessona ha trattenuto delle parole di Billero.
Cosa succede quando si valorizza una persona disagiata dal punto di vista dello stigma sociale, che si porta addosso più di un pregiudizio? E come avviene questa scelta che, da utopia, si trasforma in un bilancio positivo? Per capirne modalità e risultati, siamo entrati nei laboratori della cooperazione sociale. Qui, dove il valore umano è il primo fattore di produzione, i dirigenti non gestiscono solo percorsi di riscatto, ma veri e propri asset aziendali. Alla cooperativa sociale Raggio, che gestisce il ristorante Andirivieni presso la Cascina Roccafranca, in via Edoardo Rubino 34/a a Torino, abbiamo proposto una persona di etnia Rom, sottoposta a esecuzione penale esterna al carcere e presa in carico da La goccia di Lube con il Progetto Impresa Accogliente. E’ stato preso in tirocinio con la mansione di aiuto cuoco. Nelle risposte rilasciate in questa intervista da Fabrizio Billero, presidente della cooperativa, emergono gli aspetti positivi di questa scelta che provano quanto l’inclusione non sia un costo da sostenere, ma un vantaggio competitivo. La Cooperativa Raggio nei confronti della persona che abbiamo proposto non si è limitata a mantenerla nel profilo lavorativo richiesto ma hanno cercato, riuscendoci, a far crescere il tirocinante proprio pereché hanno trovato una persona desiderosa di imparare. Billero sostiene che chi riceve una seconda possibilità attraverso il reinserimento lavorativo è un lavoratore che ha molte più probabilità di rivelarsi riconoscente e quindi più produttivo.
C’è poi un altro aspetto positivo dell’impiego di persone svantaggiate nel mondo del lavoro, sottolinea Billero: è la loro valorizzazione come ricaduta positiva sul territorio. I clienti di Andirivieni, infatti, tornano spesso nel ristorante poiché sono soddisfatte dal punto di vista della ristorazione, ma sicuramente iper il fatto di sapere che spendono i loro soldi in un luogo che restituisce questo denaro alla comunità e al territorio. Nellaparte finale dell’intervista Billero rivela una sorpresa: spesso gli è capitato di scoprire competenze tecniche o attitudini alla leadership in persone che, se fossero rimaste ai margini, sarebbero state un problema per la sicurezza di tutti, un talento sprecato per il Pil del territorio e un costo per la collettività.
Qui di seguito l’intervista integrale di Silvia Lessona.

