Storie dell’Impresa Accogliente/ 11. Le ragioni di Anna, imprenditrice e manager
“Ogni volta che recuperiamo qualcuno recuperiamo anche un po’ di noi stessi”. E’ il giudizio di Anna Viarengo, imprenditrice e manager, della società cooperativa Pro Service, la quale, con la coop gemella Bmat, ha recentemente offerto un posto di lavoro a contratto a una delle persone prese in carico da La goccia di Lube nell’ambito del suo intervento a favore di detenuti che beneficiano dell’esecuzione penale esterna. In una memoria preparata per il quotidiano Avvenire (si veda l’articolo nel link a fondo pagina), Anna racconta così quanto è accaduto nel rapporto con Giovanni, l’uomo sottoposto a misure alternative proposto da La goccia di Lube per una occupazione.

La storia di Giovanni, ricorda Anna, è nata da un semplice colloquio online. Lavorava in una cucina di un ristorante, in tirocinio. Quello che mi aveva colpito era che, appena gli chiesi se fosse disponibile a fare pulizie, sistemare uffici, inscatolare, archiviare – lavori comuqque banali – non mi avesse neanche lasciato finire di parlare e avesse detto un “Sì” chiaro e convinto. Un “Sì?” con la voce, ma soprattutto con gli occhi. Da quando ha cominciato a varcare la soglia del nostro ufficio ho sempre visto in lui quegli occhi tristi, lo sguardo basso. Non parlava, ma non perché fosse una persona taciturna ma probabilmente perché era ancora timoroso dei giudizi altrui. Dopo di che è entrato a far parte della nostra squadra.
A un certo punto abbiamo anche parlato delle sue competenze. L’ho guardato, chiedendogli se era disposto a imparare i fondamenti dell’utilizzo del computer, a stampare, ad accorpare e rilegare un formulario. Lui ha guardato me e gli altri, e spalancando gli occhi ha detto “Sì'”. Era già pronto ad accogliere nuove nozioni, e secondo me non solo quelle. La formazione sarà durata mezza giornata: volò sia per noi sia per lui. Da quel momento Giovanni fa un lavoro di ufficio: stampa i formulari che le prepara una nostra ragazza dai file del computer, li controlla, li accorpa, apponendo il bollino antifalsificazione, e li rilega: una sorta di tipografia interna. Questa tipologia di attività era stata ideata e svolta, in precedenza, da un’altra persona, anche essa “recuperata”, che a tutt’oggi è impiegata presso la nostra cooperativa e questo rappresenta per noi motivo di orgoglio.
Oggi Giovanni accorpa e si occupa di aiutare ad archiviare formulari; è stato formato in merito ai nuovi formulari digitali in modo da acquisire le nozioni di base. Giovanni si è integrato completamente nella cooperativa e ora, entrando dalla porta d’ingresso, sorride. Se dovessi dare un nome al progetto di Giovanni, sarebbe Speranza: dal viso che ho visto online in quella cucina dove lavorava al viso che vedo oggi con noi. Purtroppo anche noi, con la storia della nostra cooperativa, abbiamo dovuto affrontare giudizi e pregiudizi, che abbiamo superato anche grazie a chi ha creduto prima di tutto nel nostro progetto di lavoro, professionisti come avvocati, consulenti, organismi di controllo interni ed esterni, perché non è scontato il voler lavorare con gli “ultimi”. Un grazie va soprattuto a loro, se oggi possiamo raccontare la storia di Giovanni.
Avvenire nel suo articolo, delicato e circostanziato, grazie alla penna di Andrea Zaghi, ha raccontato la storia di Pro Service e di Bmat, imprese cooperative specializzate nel recupero di materiale ferroso. E della loro capacità inclusiva. Un esempio per tanti… Eccolo, l’articolo, nella versione online del quotidiano:

L’edizione online di Vita (www.vita.it) – il magazine dedicato al racconto sociale, al volontariato, alla sostenibilità e al mondo non profit – ha pubblicato il 13 aprile 2026 un articolo dal titolo “L’alleanza cooperativa che dà energia rinnovabile all’inclusione lavorativa”. L’articolo racconta le iniziative promosse dall’impresa sociale Pro Service e la comunità energetica Sangano Energia Comune. In apertura di articolo è presente una foto relativa alla consegna alla cooperativa sociale del premio Impresa Accogliente, assegnato da La goccia di Lube alle aziende che inseriscono nel proprio organico persone in esecuzione penale esterna o misure alternative al carcere:
https://www.vita.it/lalleanza-cooperativa-che-da-energia-rinnovabile-allinclusione-lavorativa/

