Girotondo di V.I.T.A.

Che significato può avere misurarsi, “giocare” con le parole per un gruppo di donne, all’interno di un’associazione di volontariato?
Quest’esperienza era nell’aria, era qualcosa di desiderato. E, quando c’è qualche istanza, bisogna partire, a volte senza porsi troppe regole o troppi problemi. Questo gruppo di “scrittrici” si incontra periodicamente, è un gruppo alla pari, di condivisione e di mutuo aiuto. Saranno necessari apporti o supervisioni esterni, di ordine tecnico o psicologico? Forse sì, più avanti … Per ora il gruppo è uno spazio “protetto”, un nido caldo, dove si condivide, dove non si giudica, dove ci si prende per mano..
Fanno parte del gruppo 14 donne, che arrivano da esperienze di vita diverse, che hanno età diverse e anche un diverso rapporto con la scrittura: per alcune di loro è una strada conosciuta e praticata, altre sono alla prima esperienza. La scrittura, se è congeniale, può essere un ottimo mezzo per rielaborare il proprio vissuto, anche attraverso schermi “letterari”…
E, ora, qualche riflessione sull’uso che abbiamo voluto dare alle nostre parole:
* Dare ombra alle parole  Le parole non hanno un valore assoluto, ma hanno dei colori, legati alle espressioni, alle sfumature. Nessuna parola è buona o cattiva di per sé. E’ l’uso che la fa buona o cattiva. Vale per il discorso e a maggior ragione vale per lo scrivere. La parola resta , incide la pagina bianca.
* Trovare le parole giuste per raccontare  Bisogna scrivere per sé, perché scrivere in tanti momenti della vita è un buon canale di sfogo. Non è una questione di stile, è sfogo dell’anima. Ma è anche importante scrivere per gli altri, così gli altri possono intuire quello che sto vivendo oppure ho vissuto. Inoltre posso dar voce ad altre esperienze molto simili alla mia e posso denunciare infelicità, disservizi, insensibilità.
* Il coraggio di dire parole scomode  V.I.T.A. significa Vivere Il Tumore Attivamente. E’ un’associazione nata per accogliere donne operate di cancro al seno, anche se ha poi ampliato la sua accoglienza e la mission. Indubbiamente la parola CANCRO è scomoda, nessuno la vuole sentire; inquieta, fa paura. Invece usare il nome vero e non perifrasi edulcorate significa già cominciare a smontarla, questa paura. Il BRUTTO MALE? Perché, c’è qualche male che sia bello? O uno è masochista, oppure … IL MALE INCURABILE. Questa poi! E pensare che qualcuno si lamenta per eccesso di cure! Allora per il CANCRO usiamo il suo vero nome . Al massimo, come dice la nostra amica Andreina, lo possiamo chiamare “ gran BASTARDO”!
* SCRIVERE E’… Consapevolezza. Comunicazione. Informazione. Condivisione. Resistenza. Resilienza.
* SCRIVERE E’ … Cura dell’animo e insieme, forse, del corpo. Scrivere è sfogarsi, è dare voce alla rabbia, alle paure, alle ansie, ai sogni, alle speranze. Ed è soprattutto scoprire che il dolore, se affrontato, dà delle armi nuove. Vengono fuori delle qualità, delle capacità che “dormivano “ ma che possono svegliarsi e tradursi in azione, come quella di scrivere delle pagine e farle diventare un libro. Qualcuna, nel gruppo, l’ha già fatto: altre possono farlo, questo libro è la prova che insieme si può fare … Insieme tutto è più facile e anche divertente, stimolante. Dedichiamo del tempo, a noi e alle nostre pagine. Il tempo non è nelle nostre mani, il modo di viverlo sì !
E allora buona scrittura e buona vita a tutte a tutti!
Valeria Martano, presidente