Sedici inserimenti lavorativi in sei mesi – Le Borse Lavoro e l’impegno di Adecco
Sedici inserimenti lavorativi nell’arco dei primi sei mesi del 2026. Nel dettaglio, si tratta di sei tirocini e dieci contratti, tra tempo determinato e indeterminato, collocati per ora preponderantemente nel mondo della cooperazione sociale, ma cominciano a esserci anche alcune imprese societarie. Sono i risultati del Progetto Impresa Accogliente destinato all’incontro domanda-offerta di lavoro per persone sottoposte a misure alternative al carcere, resi noti dall’associazione La goccia di Lube, promotrice dell’iniziativa, nel corso della Cabina di regia fissata a metà percorso che si è tenuta il primo luglio nella sede operativa dell’organizzazione di volontariato, in via Cottolengo 22 presso l’Ufficio Pastorale Migranti dela Diocesi di Torino.
Progetto Impresa Accogliente si avvale del sostegno economico dell‘Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, con i suoi fondi dall’8 per Mille, della Fondazione Cottino e della Fondazione Azzoaglio. Con tale progetto l’associazione ha attualmente in carico 75 persone, segnalate dall’Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna di Torino e dall’Ufficio servizio sociale minorenni di Torino. Nel 2026 i volontari dell’associazione hanno fatto colloqui conoscitivi a più di 25 nuovi utenti.

Davanti ai partner, perlopiù associazioni datoriali di categoria e generaliste, La goccia di Lube ha presentato – e invitato a utilizzare il più possibile – il nuovo strumento delle Borse Lavoro trimestrali, completamente gratuite per le imprese che si rendano disponibili a ospitare con tirocini in azienda persone in esecuzione penale esterna, con uno stipendio mensile di 800 euro. Si tratta di uno strumento molto agile per mettere alla prova candidati proposti dal Progetto e per permettere agli imprenditori di testare le persone. Il rimborso totale è rapido e avviene alla fine del quarto mese dall’avvio del tirocinio. Sta per concludersi la prima Borsa Lavoro presso l’azienda Filovie srl con il primo contributo della Fondazione Cottino. Una seconda è stata da poco avviata presso una cooperativa collegata all’associazione AIEF, con il sostegno finanziario dell‘8 per Mille della Chiesa Cattolica tramite l’Arcidiocesi di Torino.
Nel corso dell’incontro il Team Ricerca Lavoro de La goccia di Lube, nelle persone di Dario Valenzano e Silvia Lessona, ha reso noto di avere instaurato a oggi rapporti con una sessantina di aziende. Complessivamente, però, il Team conta su 150 imprese sotto osservazione, tra aziende già contattate, imprese nuove, e altre provenienti da diverse segnalazioni. Il Progetto si avvale inoltre di una collaborazione stabile per la ricerca di lavoro con l’Agenzia per il lavoro Adecco, in particolare con la sua sezione dedicata all’inclusione. A questo proposito, segnaliamo l’intervento fatto alla Cabina di regia da Stefania Ariagnio, che per Adecco segue da ormai due anni il percorso del Progetto Impresa Accogliente prendendo in carico persone segnalate dalla struttura centrale de La goccia di Lube (Bianca Maria Eula, Rahel Birhanu e gli oltre 40 volontari) da proporre alle imprese-clienti dell’agenzia.

“Nel giro di questi due anni ho visto crescere in maniera incredibile questo progetto”, ha detto la Ariagnio, “e insieme consolidare anche i rapporti tra noi e l’Associazione. I candidati a un lavoro si sentono accolti, mai soli. Se non parlano con me, parlano con loro sapendo che comunque ci scambiamo le informazioni. Questo ha favorito negli utenti la certezza di essere presi in considerazione, cosa di cui avevano bisogno. Si sentono accolti senza pregiudizi. Da qui abbiamo maturato ottimi rapporti, che ci hanno portato anche a inserimenti lavorativi in azienda. Prima solo con tirocini, poi anche con contratti.”
“Adesso il Progetto Impresa Accogliente ha un nome importante” ha aggiunto Ariagnio “e le aziende quando proponiamo un candidato sotto questo nome sanno che c’è dietro un grande lavoro, costruito, cucito, sulle esigenze dei diversi utenti. Infatti ognuno ha un proprio trascorso, ha esigenze diverse a livello burocratico – rispetto alla pena che sta scontando all’esterno del carcere – a livello personale, familiare, economico. Seguire queste persone così attentamente non fa che rafforzare un legame che porta molti di loro a sentirsi di non dover deludere. Spesso, quando un colloquio in azienda non va benissimo, sono loro stessi a chiedere scusa, e noi li incoraggiamo a guardare avanti, a migliorare le proprie performance. L’anno scorso abbiamo seguito 34 persone. Di queste, nove si sono un po’ perse per strada, ma dieci invece sono state avviate al lavoro. Due contratti hanno superato i dodici mesi, altri sono partiti da tirocini trasformati in rapporto stabile per 5/6 mesi, altri sono diventati contratti a tempo indeterminato.”
“Ma ora dobbiamo dare una svolta al nostro operare nel Progetto”, ha proseguito Stefania Ariagnio, “perché non molti imprenditori a cui offriamo gli utenti del Progetto sono pienamente consapevoli del trascorso delle persone inserite. Abbiamo bisogno che i clienti ci diano fiducia in partenza, che diano fiducia al Progetto, accogliendo le persone con la consapevolezza della loro condizione detentiva, seppure all’esterno del carcere. Noi mettiamo sul tavolo il nostro impegno: seguiamo le persone per abilitarle a cercare lavoro e per accrescerne le competenze, anche con della formazione o con l’orientamento. Nel nostro lavoro abbiamo visto che se gli utenti che proponiamo sono motivati e preparati cambiano il rapporto con noi e hanno inserimenti lavorativi di successo. E allora ciò di cui abbiamo veramente bisogno è che le aziende cui ci rivolgiamo diano fiducia al Progetto, ora supportato da tante realtà del territorio. Anche la Magistratura di Sorveglianza segue con attenzione il cammino del Progetto: per le autorizzazioni, per le quali occorrevano in passato almeno 15 giorni, ora, se c’è una necessità di lavoro da soddisfare presto, possono bastare anche solo 4/5 giorni. Noi vorremmo che le aziende capissero che quando segnaliamo un curriculum, dietro non c’è solo una foto, una data di nascita, ma anche un enorme lavoro che i candidati si sono meritati. Meritano anche solo l’opportunità di fare un colloquio, per dimostrare che hanno tutta l’intenzione di riscattarsi e di avere una seconda opportunità. Noi stiamo proprio lavorando affinché le aziende si aprano, si sensibilizzino verso questa categoria di persone prese in carico dal Progetto perché esse hanno tutto il diritto di avere una seconda opportunità”.
Con Stefania Ariagnio – con la supervisione di Silvia Favarato, manager di Adecco Inclusion – lavora sul progetto anche Federica Licitra e sta raccogliendo interesse da parte di nuove aziende interpellate. Da inizio anno a fine giugno la struttura ha preso in carico 20 persone: quattro sono già state sistemate a contratto altre cinque in tirocinio. Nel corso della Cabina di Regia la cooperativa sociale Pro Service, con la “gemella” Bmat, ha dato una testimonianza di una opportunità di lavoro offerta a un candidato proposto da La goccia di Lube, il cui esito si sta rivelando più che soddisfacente. Un altro inserimento lavorativo è in previsione presso la stessa cooperativa.

