Natale, da Gaber al cardinale

L’augurio di Natale de La goccia di Lube passa quest’anno attraverso i pensieri di due grandi figure, che potrebbero sembrare distanti mille miglia l’una dall’altra ma così non è. Stiamo parlando di Giorgio Gaber, cantautore, cabarettista e quant’altro, di cui ricorrono tra poco i 23 anni dalla morte, e del cardinale arcivescovo di Torino, Roberto Repole. Vediamo perché La goccia di Lube ha tratto ispirazione da loro per gli auguri di Natale.

Dice Gaber, nella sua “Canzone dell’appartenenza”:

Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l’abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero
dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

L’appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

La cartolina di auguri de La goccia di Lube a imprese e partner

Delle parole di Gaber ciò che ha colpito tutti noi sono stati soprattutto questi passaggi: vorrei soltanto un luogo, un posto più sincero, dove magari un giorno molto presto, io finalmente possa dire questo è il mio posto, dove rinasca non so come e quando, il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

Tutti, comprese le persone che accompagniamo nel loro reinserimento sociale e lavorativo, sentono il bisogno di questo luogo, dove uno possa dire “questo è il mio posto”. E’ il nostro stesso sentimento. Nel medesimo tempo, nel nostro lavoro sociale, avvertiamo un’appartenenza” nei confronti di coloro che seguiamo, perché li abbiamo “dentro di noi”.

Il cardinale, dal canto suo, offre le risposte cristiane, quelle del Natale, alle esigenze di un “luogo” e di “avere gli altri dentro di sè”. Ecco le sue parole, pronunciate nell’omelia alla Messa celebrata il 18 dicembre scorso per gli enti (tra cui La goccia di Lube) che operano all’interno del Distretto Barolo, a Torino:

Che cosa significa dunque il Natale? Che da quel momento in poi Dio è con noi. E questa è una notizia, è un Vangelo, strepitoso, sempre e soprattutto in questi tempi. Credo che tutti conveniate che una delle povertà più grandi che incrociamo nelle persone che incontriamo non sia la povertà materiale ma la solitudine, il senso di estraniamento. Credo che tutti conveniamo nel percepire che poco o tanto tutti ci sentiamo un po’ soli. C’è un Vangelo grandissimo in questo nome che è dato a Gesù, l’Emmanuele, il Dio con noi. Posso essere fisicamente solo ma non sono mai solo perché a Betlemme è nato Gesù.  

La cartolina di auguri de La goccia di Lube ai volontari

Dio con noi è il “luogo” dove è possibile “avere gli altri dentro di sè”.

Buon Natale da Adriano Moraglio e Dario Valenzano, presidente e vicepresidente de La goccia di Lube

Da sinistra, Dario Valenzano e Adriano Moraglio (foto Silvia Lessona)

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