LO SPORT, DA STRUMENTO DI PROPAGANDA PER L’ESALTAZIONE DELLA RAZZA A MEZZO DI INCLUSIONE

L’ASSOCIAZIONE INSIEME PER L’HANDICAP HA PARTECIPATO ALLA SERATA CON TEMA INCLUSIONE SOCIALE, SIA NELLO SPORT, CHE NELLA SOCIETA’ DELLE PERSONE FRAGILI,

IPH HA RELAZIONATO SUGLI IMPEGNI E SULLE ATTIVITA’ SVOLTE PER PERMETTERE AI FRAGILI DI ESSERE PARTE INTEGRANTE DELLA SOCIETA’. IL DIBATTITO è STATO ORGANIZZATO DAL ANPI DI BORGARO.

DI SEGUITO SI RIPORTANO GLI ARTICOLI SIA DI ” SULLA SCIA. NET” CHE DELL’ANPI PER UN RESOCONDO DELLA SERATA

TEMA:

LO SPORT, DA STRUMENTO DI PROPAGANDA PER L’ESALTAZIONE DELLA RAZZA A MEZZO DI INCLUSIONE

19 GENNAIO 2026GIADA RAPA

 

Questo il tema affrontato nella serata di venerdì 16 gennaio e promossa dall’ANPI locale, seconda tappa di un percorso denominato “Fuori dai Giochi” in occasione della Giornata della Memoria 2026.

di Giada Rapa

Dopo la serata dedicata al binomio donne-sport soprattutto ai tempi del regime fascista, con anche la presentazione del libro “Giovinette. Le Calciatrici che sfidarono il duce” di Federica Seneghini, l’impegno dell’ANPI locale Sezione “Ercolina Suppo” è proseguito con un nuovo appuntamento. All’interno del più ampio progetto “Fuori dai Giochi” che prevede anche uno spettacolo teatrale il 30 gennaio, la serata del 16 gennaio ha intrecciato memoria storica e testimonianze contemporanee, mostrando come lo sport può diventare, a seconda dell’epoca, strumento di propaganda oppure occasione di riscatto e di inclusione sociale.

L’incontro si è aperto con alcuni pannelli della mostra “Sport e Totalitarismi” realizzata dall’Università di Torino– Dipartimento Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne. e con un video introduttivo che ha offerto una cornice storica essenziale: nei regimi fascista e nazista lo sport è stato infatti utilizzato per consolidare il consenso interno e per proiettare all’estero l’immagine di una presunta superiorità della “razza ariana”. Ricordare queste storie, ha sottolineato l’ANPI nella persona di Rosalia Tribolo, significa mantenere viva una memoria fondamentale che va oltre il Giorno della Memoria. Drammatici i numeri: 5 mila gli atleti deportati nei campi di concentramento, rappresentati 44 Nazioni e 47 discipline sportive. E poi le teorie eugenetiche, adottate dal nazismo, consideravano le persone con disabilità “vite prive di valore”. “Siamo chiamati a ricordare – ha detto – ma anche a riflettere su come si sia potuti arrivare a tutto questo. Il nostro compito è dire no a qualsiasi germe di discriminazione, anche il più piccolo, e valorizzare chi oggi lavora per l’inclusione”.

Per questo, dopo un breve discorso del consigliere delegato allo Sport Andrea Tirella sull’importanza dello sport come mezzo di espressione e libertà personale, la serata è proseguita dando voce alle realtà del territorio che lavorano quotidianamente proprio sull’inclusione. Gaetano Cipriano ha raccontato la lunga esperienza dell’associazione Insieme per l’Handicap di Borgaro, nata nel 1994 e impegnata in progetti di autonomia, mappatura delle barriere architettonichepercorsi formativi e nello sportello dedicato alla sessualità e all’affettività, unico in Italia. Luigi Terrani, del Centro Diurno del CIS di Cascina Nuova, ha ricordato che l’obiettivo non è solo l’assistenza, ma la costruzione di un vero “progetto di vita”, fondato su autodeterminazione e partecipazione. Giuseppe Lo Muscio, atleta con disabilità de La Stella Polare di Caselle, ha descritto il lavoro nelle scuole, dove gli studenti provano lo sport in carrozzina per comprendere cosa significhi muoversi con un corpo diverso dal proprio. Marcello Turnaturi, Direttore Provinciale Special Olympics, ha illustrato il modello, presente in 200 Paesi e fondato sullo sport unificato, dove atleti con e senza disabilità si allenano insieme, ricordando anche l’emozionante esperienza dei Giochi Mondiali Invernali Special Olympics tenutisi a Bardonecchia lo scorso marzo. Tra le tante realtà affiliate a Special Olympics anche l’associazione Muoversi Allegramente guidata da Natalina Maria Raglia – focalizzata sulla disabilitò di tipo intellettivo – che ha portato due preziose testimonianze: quella di Anna, madre di Roberto Mecca Aleina – premiato anche dall’amministrazione casellese per i risultati ottenuti durante di Giochi precedentemente citati – e dell’atleta Elisa Del Signore. A seguire, anche l’atleta paralimpico borgarese Massimo Giandinoto ha condiviso la sua storia personale.

In conclusione, Valter Campioni di FITime ha richiamato la necessità di legare memoria e futuro. “Alcune condizioni si stanno ripetendo. Sta a noi scegliere se alimentare la paura del diverso o affrontare le disuguaglianze che generano esclusione”.

 

ANPI DI BORGARO

La conferenza “Lo Sport come inclusione sociale “ nell’ambito del Percorso sulla Giornata della Memoria 2026 che si è tenuta nella sala conferenze di Cascina Nuova a Borgaro venerdì 16 gennaio è stata la seconda tappa di un ciclo che terminerà venerdì 30 gennaio presso il Teatro Italia di Borgaro con lo spettacolo teatrale “Fuori dai Giochi” .

Ricordiamo che la nostra sezione ANPI di Borgaro ha progettato questo percorso realizzato in rete con altre associazioni del territorio in questo caso sportive e sociali che si occupano di disabilità .

La serata ha avuto molti meriti per le testimonianze che si sono avvicendate nel dibattito ricco anche di emozioni . Il tema sviluppato è stato quello della disabiltà nello sport come tema centrale per l’inclusione sociale e l’emancipazione individuale. Sport inclusivo che rende l’attività accessibile a tutti , abbatte le barriere e promuove valori come lealtà e rispetto. La serata è iniziata con l’intervento istituzione del presidente del Consiglio Comunale Andrea Tirella a nome del Comune di Borgaro che ha patrocinato tutte le iniziative del progetto e che ha rimarcato nel suo ruolo di consigliere comunale con delega allo sport che questo è “ strumento di valori e inclusione sociale”. Parole chiavi per la conferenza che si è sviluppata intorno al filo rosso della Giornata della Memoria che ha avuto come incipit la riflessione storica iniziale di Rosalia Tribolo coordinatrice del progetto della sezione Anpi che ha motivato gli altri interventi e testimonianze . “Connettere lo sport alla socialità nell’anno che porterà alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali che avranno luogo in Italia ” ha sottolineato Tribolo riaffermato nell’intervento di Gaetano Cipriano presidente di “Insieme per l’Handicap” associazione che opera dal 1994 a Borgaro. Ma come rafforzare i progetti di connessione si è compreso nell’appassionato intervento di Luigi Tenani coordinatore del Centro Diurno presente a Cascina Nuova, servizio del Consorzio Intercomunale di Servizi CIS di Ciriè gestito in appalto dalla Cooperativa Coese. Oltre ai progetti che nel Centro vengono sviluppati “ si cerca” ha sottolineato Tenani ” di sviluppare progetti di vita nei quali le persone con disabilità si possono riconoscere . I loro desideri al centro di un’idea di riconoscimento che ha come chiave quella di andare oltre l’inclusione come traguardo finale. “Io ci sono e questo spazio è mio” dare quindi un senso alle proprie attività e fra queste attività c’è anche quella sportiva “. In concreto si potuto comprendere con la testimonianza di Giuseppe Lomuscio , utente del Centro, che gioca a bocce e svolge altre attività sportive e svolge incontri nelle scuole dove sviluppa il confronto, l’inclusione che deve essere normalità e che nella frase che ha concluso il suo intervento ha fatto ben capire “ Noi non siamo una controparte ma una parte del mondo” . Una frase che si è ulteriormente concretizzata negli interventi di Marcello Tornatori direttore provinciale di  di Torino di Special Olimpics, Natalina Maria Roglia dell’associazione Muoversi Allegramente APS ASD che opera dal 2007 sul territorio , fondata da un gruppo di genitori che hanno avuto come idea centrale quella di integrare ragazzi con disabilità attraverso la pratica sportiva svolta insieme a coetanei senza disabilità, con risultati concreti come si è potuto ben comprendere dalle testimonianza di una mamma Anna Maria Testusati e dall’atleta Elisa Del Signore. Un bel percorso che non si poteva concludere che con la testimonianza di Massimo Giandinoto e della sua grande e ricca esperienza di atleta paralimpico che con il suo motto “ A chi pensa che non ci sia più nulla da fare…” ha invece fatto assaporare la voglia di mettersi in gioco e rafforzare con lo sport le ragioni e le motivazioni di vivere una esperienza di vita come fa da dieci anni andando nelle scuole ad incontrare ragazzi con il suo “Progetto Scuola “ che “considero la parte più importanza delle mie attività , dato che quando ho scoperto la malattia non trovavo nessuna storia come la mia che potesse aiutarmi a farmi vivere una vita più serena” . Ottimo! Lo Sport i suoi piccoli e grandi protagonisti , le storie di riscatto dalle discriminazioni, dalle condizioni sociali, fisiche ma tanta strada c’è ancora da fare come ha rimarcato nell’intervento conclusivo Valter Campioni presidente di FITIME, associazione che gestisce a Borgaro le attività del Palazzetto dello Sport e della Piscina comunale, “questo che si è svolto è stato un dibattito intorno ad esperienze concrete “ come FITIME fa nelle strutture che gestisce. Già concrete ma è vero anche come ha sempre sottolineato Campioni che siamo ancora in ritardo nel nostro paese se solo nel 2023 lo Sport è stato inserito nell’articolo 33 della nostra Costituzione… Lo Sport come parte della vita di ognuno di noi senza esclusi ed emarginati!

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