SCREENING MAMMOGRAFICO
Operare in sinergia per aumentare la consapevolezza che la prevenzione salva la vita; migliorare l’adesione attraverso campagne di sensibilizzazione e informazione; portare l’attenzione sulle categorie più fragili; coinvolgere le associazioni all’atto della accoglienza.
BREAST UNIT
Coinvolgimento delle associazioni pazienti nel team di esperti che valuta la qualità dei percorsi di cura, dei servizi offerti e delle tecnologie utilizzate; maggiore continuità nel percorso di cura da parte degli specialisti di riferimento; presenza di psiconcologo, fisioterapista della riabilitazione, dietologo nutrizionista; maggiore attenzione ai temi della sessualità e della preservazione della fertilità.
MUTAZIONI PATOGENETICHE, TEST GENOMICI, TSM
Maggiore attenzione alle donne ad alto rischio; miglioramento della prescrizione di test genomici; garantire percorsi dedicati.
TUMORE E LAVORO
Maggiore supporto alle donne lavoratrici con il coinvolgimento dei diversi attori (mobbing e demansionamento sono problemi “sommersi”); presenza dell’oncologo nelle commissioni di valutazione dell’invalidità.
Questi temi, di grande rilievo nel percorso di prevenzione e di cura, sono stati presentati nel corso di incontri in Regione, insieme alle altre associazioni piemontesi della delegazione di EDI Piemonte:
- 09.04.2024 Incontro Regione – EDI Piemonte con il direttore generale della Sanità dott. Sottile
- 11.02.2025 Incontro Regione – EDI Piemonte con l’assessore alla Sanità dott. Riboldi e il dott. Magliano (consigliere).
- 14.04.2025 Incontro Regione – EDI Piemonte con l’assessore alla Sanità dott. Riboldi, il dott. Ripa (programmazione servizi sanitari e sociosanitari) e i proff. Airoldi e Aglietta (Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta)
VERIDICITA’ DELLE INFORMAZIONI SULLA SALUTE DELLE DONNE
Lettera aperta al Ministero della Salute
TEST GENOMICI
L’indagine genomica è utilizzata con sempre maggior frequenza dai medici per comprendere meglio la biologia del singolo tumore e scegliere l’approccio terapeutico più appropriato per la paziente. Dare modo alle donne con tumore al seno di accedere gratuitamente ai test genomici vuol dire dare loro la possibilità di scoprire se potranno fare a meno di aggiungere la chemioterapia alla terapia ormonale.
Per il 2021 è stato istituto un fondo statale destinato al rimborso delle spese per l’acquisto dei test da parte degli ospedali. Finalmente i test potranno essere gratuiti ovunque, e non solo in Lombardia, Toscana e nella provincia di Bolzano, dove vengono già erogati con fondi regionali. Tuttavia, il fondo statale non può essere utilizzato finché il Ministero della Salute non emanerà un decreto attuativo.
TUMORE AL SENO: LA DIAGNOSI PRECOCE NON DEVE PIU’ ASPETTARE
Appello congiunto delle associazioni pazienti e delle società scientifiche (6/2020) – Anche se il COVID-19 ha catalizzato l’attenzione di tutti negli ultimi mesi, non bisogna dimenticare che esistono altre patologie non meno pericolose per la vita. L’anticipazione diagnostica del tumore al seno è la prima strategia per ottenere le maggiori probabilità di guarigione: se si vuole salvaguardare la sopravvivenza delle oltre 53.500 donne che ogni anno si ammalano in Italia, lo screening mammografico e le attività della diagnostica senologica devono riprendere al più presto a pieno regime su tutto il territorio nazionale.
Europa Donna Italia, movimento per i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore seno, Incontra Donna onlus, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, la Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, il Gruppo Italiano Screening Mammografico, la Sezione di Senologia della Società Italiana di Radiologia Medica ed Interventistica, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, l’Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Senologica e Senonetwork lanciano l’allarme sui ritardi nella ripresa delle attività di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno e rivolgono un duplice appello, alle Istituzioni e alle donne, affinché non si perda
ulteriore tempo prezioso: un intervallo prolungato tra la mammografia di screening, la conferma diagnostica e l’inizio delle terapie rischia infatti di peggiorare la prognosi.
ALLE ISTITUZIONI REGIONALI E NAZIONALI: NON FATE PASSARE ALTRO TEMPO!
Premessa: Lo screening, in quanto parte dei Livelli Essenziali di Assistenza deve essere riattivato tempestivamente e in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale.
Alle Regioni si chiede, in linea con le raccomandazioni dell’Osservatorio Nazionale Screening, di:
- ripristinare ovunque lo screening mammografico al più presto, almeno entro l’estate, e la regolare attività dei centri di diagnostica senologica clinica
- garantire la sicurezza delle donne e degli operatori sanitari, anche riorganizzando le attività con gli adeguati distanziamenti temporali e spaziali, e sempre all’interno di strutture di radiologia senologica con adeguati standard di qualità
- stabilire le priorità in base ai livelli di rischio individuale e all’invio già effettuato della lettera di invito
- informare le donne con una adeguata campagna di comunicazione.
Al Ministero della Salute si chiede di vigilare affinché l’accesso a questo essenziale livello di assistenza sia garantito a tutte le donne residenti sul territorio nazionale e di collaborare con le Regioni affinché lo screening mammografico riprenda rapidamente, nel rispetto degli standard di qualità e sicurezza e dei requisiti organizzativi, strutturali e di personale previsti dalla normativa nazionale.
ALLE DONNE: SIATE CONSAPEVOLI CHE RITARDARE LE DIAGNOSI PUÒ PORTARE SERIE CONSEGUENZE PER LA VOSTRA SALUTE!
Premessa: La diagnosi precoce è un diritto di tutte le donne e può salvare la vita. Tutte possono rivolgersi con fiducia ai Centri di Senologia di riferimento in cui si svolgono i programmi di screening e dove sono stati attivati protocolli specifici per la protezione dal contagio da Covid-19. Non si può più aspettare, il tumore al seno si batte sul tempo.
Alle donne raccomandiamo:
- di richiedere una mammografia di screening al più presto se non hanno risposto all’invito, spontaneamente o a causa della sospensione dell’attività di screening, possibilmente entro tre mesi dalla data del controllo non eseguito
- di confermare l’appuntamento o di chiederne uno nuovo, se avevano o hanno un appuntamento programmato o da programmare per approfondimento diagnostico
- di richiedere subito, tramite impegnativa rilasciata dal proprio medico di medicina generale, un accertamento radiologico e diagnostico se hanno sintomi di un possibile tumore (nodulo palpabile, retrazione della cute o del capezzolo, pelle a buccia d’arancia, secrezione dal capezzolo)
- di richiedere una mammografia entro un anno e tre mesi dal precedente controllo se, a conclusione delle terapie per un precedente tumore al seno, sono state inserite in un programma di follow-up.
LETTERA APERTA AI POLITICI (05/2019)
Alla c. att. della Candidata … / del Candidato …
sono Valeria Martano, Presidente dell’associazione V.I.T.A. (Vivere Il Tumore Attivamente) fondata nel 1998 da sette donne chieresi che si erano ammalate di cancro della mammella.
V.I.T.A. accoglie non solo donne che si sono ammalate di tumore ma anche donne “sane” che vogliano condividere un cammino di reciproco sostegno e la sua mission è il mutuo aiuto e la prevenzione, intesa come primaria, secondaria e terziaria.
L’associazione è partner della Rete per la Prevenzione fin dai suoi primi passi (costituita ufficialmente il 1 dicembre 2017); la Regione Piemonte ha firmato l’Alleanza nel marzo del 2018 e il Comune di Chieri, primo fra i Comuni piemontesi, ha firmato nel settembre del 2018.
V.I.T.A. è affiliata ad Europa Donna Italia, con il sostegno della quale porta avanti campagne importanti per il riconoscimento del diritto alle cure in tutte le regioni italiane e per una sempre maggiore “umanizzazione” dei percorsi che le pazienti devono seguire. V.I.T.A. è membro della Conferenza Aziendale di Partecipazione dell’ASL TO5 e collabora con i servizi ospedalieri nell’ambito del programma regionale di screening Prevenzione Serena con accoglienza alla mammografia presso il Distretto Sanitario di Chieri.
Occorre sottolineare che Regione Piemonte è stata una delle prime regioni italiane a sottoscrivere un documento che dovrà essere consegnato al Ministro della Salute su questi punti:
• Inserimento dello psiconcologo nel percorso di cura delle donne affette di Tumore al Seno Metastatico (TSM)
• Esenzione dal ticket per pazienti con mutazione genetica BRCA, donne a rischio malattia (tumore ovarico e della mammella)
A nome di tutte le pazienti chiediamo:
- Un attento monitoraggio dei percorsi di cura per ottimizzare le prestazioni (assai diverse tra ASL). Per le donne è di capitale importanza individuare personale medico che sia un costante riferimento soprattutto nel follow up, perché si creano fiducia e sinergia, vera alleanza terapeutica. Si insiste nel richiedere più tempo dedicato all’ascolto delle condizioni e delle esigenze delle pazienti: l’ascolto è cura!
- Riconoscimento 13 ottobre quale giornata nazionale del tumore al seno metastatico, (in USA già presente dal 2008). Non è solo una data: è informazione, fa nascere solidarietà, infrange tabù (parlare di cancro è sempre molto scomodo …);
- Con Europa Donna Italia presenteremo il manifesto per le donne con TSM, con una richiesta articolata in 7 punti così sintetizzati:
1) Istituzione della giornata Nazionale (nell’attesa, partiamo dalla Regione o dal Comune!)
2) Un percorso specifico nei centri di Senologia per garantire omogeneità e continuità dei servizi alla paziente
3) Accesso agevolato agli esami
4) Team di specialisti di differenti discipline, per la complessità della patologia
5) Assistenza dello psiconcologo
6) Studi clinici a cui poter partecipare perché rappresentano un’opportunità terapeutica in più per le pazienti con TSM
7) Invalidità civile, intesa come misure assistenziali specifiche (ausili e presidi sanitari, assistenza domiciliare …)
Riteniamo fondamentale che la classe politica venga informata delle necessità nel campo della Salute, bene primario e bene comune.
Firmato: Valeria Martano, a nome del Direttivo, delle volontarie e delle socie dell’associazione V.I.T.A.


