Progetto Protezione Famiglie Fragili
Promosso da Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta, il Progetto Protezione Famiglie Fragili mira a costruire una rete di supporti assistenziali, psicologici e sociali, a sostegno delle “famiglie fragili” che affrontano l’esperienza della malattia tumorale, selezionate e prese in carico sulla base di percorsi individualizzati e definiti dalla equipe multidisciplinare.
Il Progetto Protezione Famiglie Fragili è previsto nei programmi di attività triennali 2024/2026 della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta approvati con D.G.R. Regione Piemonte n. 17-8195 del 19.02.2024 e D.G.R. Valle d’Aosta n. 343 del 29.03.2024.
L’Autorità Centrale di Coordinamento della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta ha proposto di distribuire i fondi relativamente al Progetto Protezione Famiglie Fragili alle ASO e ai Presidi Sanitari in base agli accessi presso i CAS relativi all’anno 2024 (suddividendo gli
importi assegnati in tre fasce: euro 25.000 per visite annuali presso i Cas superiori a 3.000 accessi, euro 20.000 per accessi annuali tra 1.000 e 3.000 ed euro 10.000 per accessi annuali inferiori ai 1.000), alle ASL, invece, sulla base di una quota di euro 0,06 per residente di ciascuna ASL, con un minimo di euro 10.000.
(vedi Regolamento, ivi, pag. 9)
V.I.T.A. è ETS nominata tramite convenzione, appositamente incaricata della gestione economica delle risorse derivanti dal finanziamento; tali risorse economiche devono essere utilizzate per sviluppare progetti psico-sociali proposti dalla mini-équipe di riferimento. È inoltre compito della ETS implementare i fondi a disposizione dei progetti con attività di fundraising.
La mini-équipe definisce il bisogno del malato e della sua famiglia, il tipo di risorse da impiegare (con spesa o senza spesa), la durata presunta dell’intervento e, in collaborazione con V.I.T.A., attiva il progetto ev. mettendo a disposizione una figura professionale idonea al sostegno del malato e della famiglia.
La Rete Oncologica, nell’ambito del proprio finanziamento, stanzia una somma annuale a sostegno del PPFF da assegnare all’ASL. Il finanziamento può essere utilizzato direttamente dalla stessa, per una quota non superiore al 50% per potenziare la presenza di personale psicologo e/o assistente sociale operante nell’ambito del progetto, per stipulare contratti, bandire borse di studio o assegnare al personale già contrattualizzato, con specifiche competenze, ore aggiuntive per la durata del progetto. La restante quota (minimo 50%) deve essere utilizzata dall’Azienda Sanitaria tramite V.I.T.A. per azioni volte al miglioramento della cura e dell’assistenza dei pazienti e dei loro familiari quali: trasporto dal domicilio all’ospedale per le cure, attività legate all’assistenza tutelare familiare, intervento economico diretto nei limiti consentiti (non superiore al 5%).
V.I.T.A. collabora con il Referente Aziendale del Progetto per effettuare la raccolta e la gestione dei dati utili alla rendicontazione dei progetti di assistenza; contribuisce su indicazione della mini-équipe, al reperimento delle risorse utili alla realizzazione dei progetti di sostegno alle famiglie; rileva analiticamente i costi sostenuti per il Progetto e li comunica, tramite apposita rendicontazione, all’Azienda convenzionante.
Per l’attività di cui sopra non sono riconosciuti costi per attività di segreteria.
V.I.T.A. si impegna a promuovere iniziative di Raccolta Fondi per il Progetto, in accordo e collaborazione con il Referente Aziendale PPFF.
I fondi raccolti con iniziative svolte da V.I.T.A. per PPFF sono inseriti in una voce di bilancio specifica separata. L’entità dei fondi raccolti annualmente con il fundraising per PPFF viene comunicata nell’ambito della rendicontazione, che è redatta dal Referente Aziendale e da V.I.T.A.

