Parità di genere? Troppo costosa. Bombardieri sì, papà no!

In Italia la proposta di congedo parentale paritario è stata bocciata in Commissione Bilancio alla Camera perché ritenuta “troppo costosa”.
Troppo costoso, invece, è continuare a scaricare quasi interamente sulle madri il lavoro di cura, consolidando il gender pay gap e carriere spezzate.
Mantenere i padri a soli 10 giorni obbligatori, contro mesi di maternità, non è neutro: è una scelta politica che dice ai figli che la cura è “naturale” responsabilità delle donne e solo opzionale per gli uomini.
Così si penalizzano le madri sul lavoro, si deresponsabilizzano i padri e si rinuncia a una vera rivoluzione culturale nella genitorialità.
Un congedo paritario obbligatorio, retribuito in modo dignitoso, non è un “bonus” ma un’infrastruttura sociale per la parità di genere, la natalità e la salute delle famiglie.
Dire no a questa misura significa rimandare ancora il momento in cui madri e padri potranno davvero scegliere come condividere tempo, cura e responsabilità, senza che uno dei due paghi un prezzo più alto dell’altro.
Non possiamo accettare che l’argomento dei costi venga usato solo quando in gioco sono i diritti delle famiglie e l’uguaglianza tra donne e uomini.
Chiediamo che la discussione venga riaperta e che il congedo paritario torni al centro dell’agenda politica: è qui che si misura, nei fatti, quanto valga per il Paese la parola “pari opportunità”.