In viaggio con Artemis II

Il 1° aprile 2026, il fragore del razzo SLS ha scosso la Florida, portando con sé non solo quattro astronauti, ma il fiato sospeso di un intero pianeta. A bordo della navicella Orion, Reid, Victor, Christina e Jeremy hanno dato inizio a un’avventura che profuma di leggenda.

Mentre la Terra svaniva oltre l’oblò trasformandosi in un fragile gioiello azzurro, il comandante Wiseman catturava immagini che ci ricordavano quanto siamo piccoli, eppure quanto siamo audaci.

La vera magia è scattata il 6 aprile. In quel silenzio cosmico, la Orion è scivolata nel “cuore” della gravità lunare. Christina Koch ha descritto quel momento come un brivido puro: non stavano più scappando da casa, stavano finalmente precipitando verso la Luna. Spingendosi oltre i 400.000 km dalla Terra, l’equipaggio ha frantumato ogni record precedente, danzando sopra il lato nascosto a soli 7.500 km dalla superficie.

Dagli oblò, i loro occhi sono stati i primi a contemplare l’immenso Bacino Orientale e le ombre taglienti del cratere Vavilov in tutta la loro selvaggia bellezza. Dopo un brindisi spaziale con la mascotte “Rise”, la Orion ha sfidato l’atmosfera in un rientro infuocato a 40.000 km/h, ammarando nel Pacifico l’11 aprile. Artemis II non è stata solo una missione: è stata la prova che la Luna non è più un sogno lontano, ma una porta finalmente riaperta.

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