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Casanova e le Cascine dell’O.N.C.
Ci sono nomi che attraversano il tempo e il paesaggio.
Nomi che sembrano appartenere a montagne lontane, a città di confine, a battaglie studiate nei libri di storia. Eppure, a Casanova di Carmagnola, quei nomi sono diventati cascine, strade, campi, vita quotidiana.
Perché le cascine intorno a Casanova di Carmagnola si chiamano Trento, Trieste, Monte Grappa, Piave o Sabotino?
Che cosa lega la campagna carmagnolese ai luoghi simbolo della Prima Guerra Mondiale?
La mostra-museo risponde a queste domande e accompagna il visitatore alla scoperta di una storia poco conosciuta ma profondamente radicata nel territorio.
Dopo la Grande Guerra, l’Opera Nazionale Combattenti acquistò l’antica tenuta di Casanova con l’obiettivo di trasformarla in una grande azienda agricola destinata ai reduci del conflitto. A partire dagli anni Venti, le terre vennero bonificate, suddivise e organizzate in nuovi poderi; sorsero cascine, strade, officine e servizi destinati alle famiglie degli ex combattenti.
Fu allora che comparvero i nomi delle Cascine destinati a entrare nella memoria del paesaggio. Nomi scelti per ricordare i luoghi della guerra, del sacrificio e dell’identità nazionale, ma anche per costruire una nuova comunità agricola fondata sul lavoro e sulla rinascita.
Attraverso fotografie storiche, documenti, mappe, testimonianze e materiali d’epoca, il percorso espositivo racconta la trasformazione di Casanova nel Novecento e il ruolo svolto dall’Opera Nazionale Combattenti nella ridefinizione del territorio rurale carmagnolese.
La mostra invita il pubblico a guardare con occhi nuovi un paesaggio che ancora oggi conserva, nei nomi delle sue cascine e nella struttura delle sue campagne, le tracce di quella storia.
Un viaggio tra memoria, agricoltura e identità locale, dove la grande storia nazionale incontra la vita quotidiana delle famiglie che abitarono queste terre.

Mostra-Museo
La Mostra-Museo Casanova e le cascine dell’O.N.C. conduce a una delle trasformazioni agricole e sociali più importanti del Novecento carmagnolese. Dopo la Prima Guerra Mondiale, l’Opera Nazionale Combattenti (O.N.C.) acquistò nel 1920 la grande tenuta del monastero dell’Abbazia di Casanova, un territorio di circa 2800 ettari composto da antiche grange, campi e fabbricati rurali. L’obiettivo era ambizioso: restituire dignità, lavoro e futuro agli ex combattenti reduci dal fronte.
Le terre vennero suddivise in poderi, furono costruite nuove cascine, aperte strade, realizzati impianti irrigui, officine, scuole e servizi. Dal 1925 decine di famiglie di ex soldati si stabilirono qui, trasformando profondamente la vita della frazione.
La mostra racconta proprio quella “seconda rivoluzione” di Casanova: dopo la fondazione medievale dell’abbazia cistercense il Novecento portò una nuova comunità agricola, nuove architetture rurali e una diversa organizzazione del territorio, ancora oggi leggibile nel paesaggio.
Attraverso fotografie, documenti, mappe e testimonianze, il percorso espositivo restituisce voce ai protagonisti di questa storia mantenendo vivo il percorso di conoscenza, memoria e partecipazione comunitaria, favorendo nel tempo la diffusione e la conservazione della storia locale.
Visite Museo di Arte Sacra – Casanova e le Cascine dell’ONC
Orario di apertura da APRILE a OTTOBRE (Luglio e Agosto esclusi): sabato e domenica dalle 15 alle 18.
Consigliamo di chiamare per avere conferma che non vi siano celebrazioni nell’orario previsto di visita.
Gradita prenotazione telefonica.
Contattare la Sig.ra Paola 3343001779




