Pemba è in pericolo (provvisorio)

Care Amiche e Amici della Fondazione Semi di Speranza,

sappiamo che seguite con interesse e preoccupazione le notizie su Cabo Delgado e che ci accompagnate in questo tempo difficile che non sappiamo quanto potrà durare e a cosa porterà.

L’ultimo attacco avvenuto a partire dal 24 marzo a Palma é stato il più tragico, con più di 45.000 persone sfollate e almeno altre 11.000 bloccate a Palma, senza cibo e senza la possibilità di essere riscattate se non pagando valori per loro esorbitanti per poter essere evacuate in aerei privati o in imbarcazioni precarie che, applicando prezzi altissimi che solo alcuni riescono a pagare e grazie alle sacrificate collette da parte di tutti i loro parenti lontani, li trasportano da Palma all’isola di Matemo, lasciando poi la continuazione del viaggio fino a Pemba alla sorte di imbarcazioni di pescatori che vengono spesso attaccate dai terroristi che uccidono o rapiscono i passeggeri.

La preoccupazione per ciò che potrà accadere a Pemba nei prossimi mesi é grande. I terroristi si sono infiltrati nella città mischiandosi alle decine di migliaia di sfollati e studiano il terreno. Alcuni analisti di questa guerra affermano che probabilmente, nel caso di Pemba, non avverrà un assedio, ma potranno esserci vari attentati che destabilizzeranno totalmente la città, provocando ulteriori sfollati.

Speriamo che in questa situazione, ai nostri Centri sia possibile essere ancora un punto di riferimento per la popolazione più vulnerabile che non potrà scappare e che avrà bisogno di aiuto.

In questi ultimi due mesi, molte cose sono cambiate in modo veloce ed inaspettato. In questo momento, l’équipe composta da Teresa, Ismael, Marta, Stefania e Laura, é in fase di distanziamento geografico da Pemba – speriamo solo provvisorio – e si sta valutando la possibilità di un’espansione delle attività della Fondazione in altre zone del Mozambico, nel caso in cui Pemba dovesse essere occupata.

Diamo comunque priorità, in questo momento, al mantenimento di tutto ciò che a Pemba continua ad essere operativo con i nostri collaboratori locali – una trentina –, con i quali continuiamo un assiduo lavoro di monitoraggio, coordinazione a distanza e di analisi delle informazioni e dei piani di lavoro che ci inviano puntualmente con molta professionalità.

Il lavoro che stiamo svolgendo a Pemba é un’importante risposta alla situazione attuale che si vive sia a causa della guerra che per la pandemia del Covid-19.


Bambini soli fuggiti dagli attacchi terroristici

Stiamo accogliendo continuamente bambini non accompagnati che fuggono dagli attacchi terroristici.

Come effetto dell’ultimo attacco a Palma, abbiamo ricevuto finora ben 39 minori non accompagnati e madri vulnerabili, e ne stanno ancora arrivando.

Gli ultimi due, arrivati il 25 maggio -due mesi dopo l’inizio della loro fuga dall’attacco-, hanno vissuto la traumatica esperienza della fuga in un’imbarcazione insicura con 80 passeggeri a bordo che é naufragata provocando diversi morti, fra cui la loro mamma ed un loro fratello maggiore. I due ragazzi, il piú piccolo di soli 7 anni, sono sopravvissuti raggiungendo una delle piccole isole dell’arcipelago delle Quirimbas e passando da un’imbarcazione di pescatori all’altra, fino ad arrivare a Pemba.

Per tutti questi bambini il Lar da Esperança é il Centro di riferimento scelto dal Governo e dall’UNICEF per l’accoglienza transitoria, mentre si svolgono le ricerche per rintracciare i genitori o altri parenti.

Molti presentano segni di stress post-traumatico, depressione, fobie, tendenza all’isolamento, difficoltà nella comunicazione, aggressività, ecc. e per questo diamo loro un accompagnamento che include il supporto psico-sociale.

Aumenta sempre piú, inoltre, il numero di bambini non accompagnati che non sono vittime dirette degli attacchi dei terroristi ma che sono rimasti soli come effetto indiretto della guerra. Sono bambini che si smarriscono a causa dello spostamento continuo della loro famiglia da un campo per rifugiati all’altro o che arrivano a Pemba insieme alle loro famiglie sfollate e poi si perdono.

Altri invece sono bambini di strada, ormai sempre piú numerosi sia a causa dell’abbandono scolastico durante la pandema sia della guerra, che provoca continui spostamenti di minori. Per tutti questi bambini, é alto il rischio di rapimento e tratta per un sucessivo reclutamento forzato nelle milizie dei terroristi.

A Pemba restano aperti i nostri quattro Centri per l’Infanzia e i Giovani: Lar da Esperança, Centro Ricreativo “Okhaviherana”, Centro “Talita kum” e Centro “Jovens de Esperrança”.


Lar da Esperança “Elda Lunelli”

Il Lar da Esperança oltre ad offrire tutta l’assistenza necessaria ai bambini non accompagnati vittime della guerra, continua le attivitá socio-educative con piú di 100 bambini orfani, che vivono con le loro famiglie ma durante il giorno vengono accompagnati con attivitá didattiche, assistenza medica e alimentare, quando é necessario, formazione umana e sostegno nella frequenza della scuola.

Le attivitá devono essere peró di breve durata e in piccoli gruppi a causa del Covid. Si prevede un prossimo allentamento delle restrizioni che permetterá l’inclusione nelle attivitá anche dei bambini in etá di scuola materna.

Centro Ricreativo “Okhaviherana”

Il Centro Ricreativo “Okhaviherana” attualmente realizza attivitá con 240 bambini in situazione di povertá e rischio sociale del quartiere, di cui 62 sono bambini sfollati che vivono insieme ai loro genitori, accolti nelle case di parenti o conterranei.

Con quest’ultimi si realizza un programma piú completo di sostegno psico-sociale in collaborazione con gli attivisti dell’organizzazione GVC-WeWorld.

Anche in questo Centro i bambini sono accompagnati con attivitá che devono essere svolte in piccoli gruppi e per breve durata, ma riusciamo anche a dare un accompagnamento sociale con visite alle loro abitazioni.

Centro “Talita Kum”

Il Centro “Talita Kum” accompagna 42 ragazze adolescenti in situazione difficile con un programma che include sia la parte didattica sia il sostegno psico-sociale. In questo momento, a causa del Covid, non é possibile offrire programmi di formazione professionale, ma le ragazze svolgono altre attivitá artistiche che le motivano e le aiutano molto.

Realizziamo anche azioni per promuovere la frequenza a scuola e per combattere i matrimoni infantili.

Centro “Jovens de Esperança”

Il Centro “Jovens de Esperança” sta accompagnando 44 ragazzi e ragazze delle scuole superiori con attivitá di formazione umana e studio.

In questo momento, in cui é molto attivo il reclutamento da parte dei jihadisti dei giovani in situazione difficile o di povertá, accompagnare questi ragazzi, quasi tutti orfani o in situazioni socio-familiari instabili e precarie, é una grande sfida e ci permette, anche se in piccola misura, di proteggere questi giovani da questo grave rischio.


Programma “Talentos”

Al Programma “Talentos” partecipano quest’anno quattro giovani, tutti ex-allievi del Centro Ricreativo “Okhaviherana”, e stanno beneficiando di borse di studio universitarie.

Due sono al terzo anno di Gestione del Personale, uno al secondo anno di Medicina e il quarto é al primo anno di Amministrazione Pubblica.

Le universitá sono aperte e stanno funzionando sia in modo presenziale che on-line.


Programmi per l’Hanseniasi

Centro “Lambaréné”

Prosegue anche il lavoro con le persone affette da Hanseniasi (lebbra) sia nei villaggi che nel Centro Lambaréné, dove accogliamo persone che hanno bisogno di cure intensive a causa delle ulcere e delle reazioni allergiche alla terapia o che sono particolarmente vulnerabili a causa dell’abbandono da parte della famiglia.

Oltre all’alimentazione e l’accoglienza, il Centro offre assistenza medica, sostegno psico-sociale, alfabetizzazione e opportunità di piccoli progetti per l’auto-sussistenza futura.

Nuclei dell’ALEMO

Il nostro collaboratore sta realizzando inoltre un ottimo lavoro di accompagnamento in una ventina di villaggi in cui esistono Nuclei dell’ALEMO costituti dalle persone con la lebbra o curati ma impegnati nell’associazione.

La guerra sta rendendo ancora piú vulnerabili queste persone giá sfavorite, per questo stiamo intensificando il Programma di Riabilitazione Sociale ed Economica Basata sulla Comunitá, coinvolgendo i leader comunitari e religiosi di ogni villaggio per creare una mentalitá piú attenta ed inclusiva, che dia partecipazione e favorisca i servizi necessari alle persone piú vulnerabili ed emarginate.


Scolarizzazione

Bambini con genitori affetti Hanseniasi

Promuoviamo la scolarizzazione dei figli delle persone con Hanseniasi.

In questo momento, sosteniamo 203 alunni in piú di 20 villaggi con un programma di sostegno scolastico che oltre all’aiuto in termini di materiale scolastico e divisa per la scuola, realizza anche un importante lavoro con le famiglie di sensibilizzazione e presa di coscienza sull’importanza dell’educazione, con un’attenzione speciale alle bambine.

Programma Uribe

Il Programma “Uribe” è attivo e garantisce il materiale scolastico ai bambini piú carenti.

Quest’anno sosteniamo a scuola un numero di 55 bambini e adolescenti a Pemba e nel villaggio di Murrébuê.

Programma “Casa Azul”

Il Programma “Casa Azul” fino al mese scorso ha dato accompagnamento ai bambini diversamente abili nel villaggio di Murrebue e ad alcuni adolescenti sordo-muti di un quartiere periferico di Pemba con supporto psico-sociale alle famiglie dei bambini e azioni di promozione dell’educazione del bambino.

Stiamo attualmente valutando come proseguire questo accompagnamento in collaborazione con altre istituzioni laiche e religiose.

Programma “Ultzama”

Abbiamo dovuto sospendere temporaneamente anche il Programma “Ultzama”, per i bambini denutriti, per la difficoltá di monitorarlo a distanza. Abbiamo cercato altre organizzazioni specializzate nei Progetti di Emergenza presenti a Pemba che abbiano programmi nutrizionali e abbiamo riscontrato che esiste solo il programma nazionale di denutrizione negli ospedali.

Per quanto riguarda i bambini di Murrebue abbiamo invece il riferimento di una comunitá religiosa presente a Mecufi che puó dare accompagnamento ai casi piú gravi.

Purtroppo in questo periodo aumenta il numero di bambini gravemente debilitati nei primi tre anni di vita a causa della guerra e dopo aver chiuso il Programma Ultzama, abbiamo dovuto rimanere disponibili per le eccezioni, come é il caso di un bebé nato nella foresta mentre la mamma, di 14 anni di etá, fuggiva dai terroristi durante l’attacco di Palma. Una volta arrivata a Pemba, la ragazza é rimasata ricoverata nella sala di rianimazione dell’ospedale e il neonato ha avuto bisogno di latte.


Programma nel Campo per Rifugiati di Metuge

Proseguiamo inoltre con il nostro Programma nel Campo per rifugiati di Metuge, a circa 40 km da Pemba, che accoglie attualmente circa 40.000 sfollati, di cui il 45% sono bambini.

Dal mese scorso, per ragioni di sicurezza, essendo diventata rischiosa quella zona, abbiamo ridotto il nostro intervento ad un’unica attivitá: accompagniamo due gruppi di alfabetizzazione per le adolescenti del campo con un totale di 38 alunne. Le due insegnanti sono donne sfollate che vivono nello stesso campo e periodicamente si riuniscono con la nostra Coordinatrice per programmare le attivitá, valutare il processo di apprendimento di ogni ragazza e preparare i temi di formazione umana piú utili per loro, includendo temi di protezione che possano aiutarle a prevenire abusi ed altre forme di violenza frequenti nei contesti di emergenza e nei campi di rifugiati.

Nonostante le difficoltá e le incertezze sul futuro, continuiamo a credere che non si deve mai smettere di seminare la SPERANZA con fiducia e coraggio e soprattutto, con sentimenti di profonda empatia e fratellanza universale che abbiano la forza di costruire una nuova umanitá piú vera, piú bella, piú giusta e serena per tutti!

Grazie per tutti voi che in modi diversi, lo rendete possibile!

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