2026 – Nuovo concerto OMT al Teatro Superga di Nichelino, immancabile e straordinario appuntamento il 19 maggio. 500 i posti disponibili, ogni anno totalmente occupati per sostenere la salute a Jangany

  

Anche quest’anno la OMT Orchestra offre in dono la straordinaria musica preparata dai cento giovani talenti delle scuole secondarie a indirizzo musicale della Provincia di Torino. Il concerto si terrà nel prestigioso Teatro Superga del Comune di Nichelino nell’ambito della rassegna Nichelino Music School Festival.

Vi aspettiamo numerosi come sempre nei 500 posti disponibili e pur sempre stretti per la grandissima partecipazione.

INGRESSO LIBERO

Il concerto è dedicato al progetto triennale Jangany, è la salute che mi sta a cuore, sostenuto da Amici di Jangany ODV per rendere un oculista, un dentista e un piccolo laboratorio sanitario a una popolazione di 10.000 abitanti. Il progetto include anche aiuti sanitari già avviati come la fornitura di medicinali, lo stipendio della sage femme (ostetrica) e un aiuto ai malati che devono recarsi all’ospedale di Sakalalina, non facile da raggiungere e con viaggio costoso.

L’orchestra OMT-Mirè

I migliori allievi delle scuole secondarie di I grado a indirizzo musicale
della Città metropolitana di Torino

Nata nel 2005 da un’iniziativa spontanea dei Docenti di Strumento musicale riuniti nel “Coordinamento per lo Strumento Musicale di Torino” e successivamente organizzati in rete nel 2011. L’Orchestra OMT rappresenta lo sbocco naturale e la risposta più pregnante al fermento e alle esigenze formative delle SMIM; ispirata alle esperienze orchestrali delle singole scuole, l’OMT può esprimere un potenziale strumentale assai maggiore, con il risultato di far avvicinare i giovani musicisti, anche in un’ottica inclusiva e orientativa, alla pratica della musica orchestrale di alto livello, con proposte esecutive di notevole impatto.

Ogni anno l’Orchestra OMT accoglie circa un centinaio di ragazzi, individuati tra le eccellenze delle Classi Terze delle Scuole ad Indirizzo Musicale aderenti alla rete Mirè, dando vita a una vasta formazione, sempre diversa, che nell’arco di pochi mesi prepara un repertorio arrangiato da alcuni docenti della Rete. L’esibizione più rappresentativa avviene nel Salone dei Concerti del Conservatorio G. Verdi di Torino; non mancano le opportunità per sostenere progetti umanitari proposti da varie associazioni, tra cui Amici di Jangany ODV, Marco Berry Onlus ed Emergency.

Il programma del concerto

Gabriel Fauré (Pamiers, 1845 – Parigi, 1924)
PAVANE OP. 50
Orchestrazione di Antonio Borrelli

Cold Play
VIVA LA VIDA
Orchestrazione di Antonio Borrelli

Alan Menken (New Rochelle, 1949)
UNDER THE SEA
Orchestrazione di Barbara Sartorio

Camille Saint-Saëns
(Parigi, 1835 – Algeri, 1921)
DANSE MACABRE OP. 40
Orchestrazione di Barbara Sarorio

Gustav Holst (Cheltenham, 1874 – Londra 1934)
JUPITER (dalla Suite “The Planets”)
Orchestrazione di Gian Paolo Lopresti

Led Zeppelin
STAIRWAY TO HEAVEN
Orchestrazione di Gian Paolo Lopresti

Franz Schubert (Vienna, 1797 – Vienna, 1828)
MARCIA MILITARE OP. 51 N. 1
Orchestrazione di Fabio Rizza

Europe
THE FINAL COUNTDOWN
Orchestrazione di Dario Piumatti e Ugo Fiamingo

OMT Orchestra

La musica è un linguaggio universale che parla direttamente al cuore e alla mente. Attraverso l’esperienza orchestrale, i nostri studenti non imparano solo a suonare uno strumento, ma scoprono il valore della perseveranza, della collaborazione, dell’ascolto reciproco e dell’espressione personale all’interno di un progetto collettivo. Questo è l’insegnamento più prezioso che possiamo offrire loro.

Dirigente Scolastico della Scuola Capofila
Lorenza La Tona (IC Venaria I)

Referenti di sezione
Andrea Berno – Clarinetti, Oboi, Fagotti
Ilario Brutti – Violini
Silvio D’Amore – Chitarre
Ines Hrelja – Violoncelli
Michela Marcacci – Arpe
Diego Marangon – Flauti
Marina Gallerani – Pianoforti
Silvia Sandrone – Percussioni
Sonia Soffietto – Sax, Trombe, Corni

Coordinamento
Maria Grazia Perello, Gian Paolo Lopresti

 


Discorso di presentazione del progetto

Buonasera a tutti

Grazie di essere qui così numerosi, come ogni anno d’altra parte, perché l’orchestra OMT è ormai una AMICA DI JANGANY, sostiene i progetti per questo villaggio nel sud del Madagascar, ormai dal 2016. Sono 10 anni che hanno visto quindi le vicissitudini di crescita di questo villaggio passato da 400 a 10.000.

Il fulcro, il motore immobile, di questa crescita è stata la scuola.

Come raccontavo sabato ai ragazzi dell’orchestra,

  • la scuola è cominciata con una classe di 51 bambini, ragazzi ma anche adulti, perché 30 anni fa l’analfabetismo era totale.
  • In quegli anni si mangiava solo manioca.
  • Il villaggio era isolato, senza vie di accesso.
  • La salute era precaria, un’età attesa di 35 anni.
  • Ogni mese morivano dalle 6 alle 8 donne per mancanza di assistenza al parto.

Il percorso di questi 30 anni è stato straordinario e insieme fragile

 

 

 

 

Straordinario perché

  • Sono state introdotte nuove alimentazioni
  • L’aratro (non conoscevano il ferro e solcavano la terra con un bastone)
  • L’acqua (non sapevano che sottoterra c’è l’acqua): hanno imparato a costruire i pozzi a 15 metri; ce ne sono 47 oggi. Prima bevevano l’acqua delle risaie neppure bollita troppo
  • In questi anni c’è stata una grave siccità (4 anni senza pioggia) che ci ha spinto al nostro più costoso progetto: Jangany ha sete acqua per vivere. Abbiamo realizzato 6 forage a 60 metri di profondità, con pompe alimentate da un sistema fotovoltaico, e due cisterne su uno chateau d’eau a 15 mt di altezza per raggiungere il villaggio con tre punti di distribuzione.
  • Le case con mattoni cotti (anche qui è venuto qualcuno da Antsirabè 700 km) a insegnare: prima vivevano in capanne di fanco e paglia che cadevano al passaggio dei cicloni
  • La costruzione di ponti che hanno collegato Jangany alla strada nazionale consentendo così l’accesso ad altre cittadine e all’ospedale di Sakalalina (300 km)
  • Ma anche lo sviluppo di un grande mercato che attira commercianti e la gente della savana
  • L’igiene insegnata nella scuola… un salto che ha voluto dire molto per la salute
  • L’energia: perché abbiamo introdotto un impianto fotovoltaico che a portato la luce nel villaggio (cioè maggiore sicurezza) e nella scuola
  • Dove c’è stata la prima scuola di informatica in tutto il sud del Madagascar
  • Il Dispensario medico, con l’avvio di una educazione alla salute (prima andavano dallo stregone)
  • Il Centro rurale…
  • Soprattutto in ogni caso la scuola: un tempo chi mandava il figlio a scuola paganto l’equivalente del costo di una gallina veniva deriso; oggi è chi non manda il figlio a scuola che viene deriso. Abbiamo raggiungo ormai tutti, 3000 bambini e ragazzi.
  • Oggi la scuola, che va dalle materne, alle elementari e alle medie e, dal 2017 un Liceo (OMT ha sostenuto il progetto: Un liceo è come un pozzo, porta acqua per sempre)

 

 

 

 

Fragile perché

  • Ci sono stati anni di grave carestia legata alla distruzione delle risaie, un anno per i cicloni, un altro anno per il passaggio delle cavallette
  • Come nel 2009, nel 2021, oltre al COVID ci sono stati 4 anni senza piogge, questo ha portato alla morte di animali per la mancanza di foraggio, di persone per la situazione venutasi a creare
  • Fragile anche perché molti si sono svegliati e hanno potuto vedere un modo diverso di vivere e lo desiderano, ma molti ancora vivono senza una prospettiva e desiderio di emancipazione

 

Ma quello che ci ha colpito maggiormente è la loro gioia e semplicità di vivere nonostante la povertà. Come dice un loro proverbio: Beviamo il brodo se c’è del brodo, mangiamo la carne se c’è della carne.

 

C’è una accoglienza della vita, non attraversata da lamentele o rivendicazioni. Come dice un loro proverbio: Hai un dente solo, Sorridi almeno con quello.

 

Vivono sentendosi un popolo, e lo vediamo nelle numerosissime feste cui partecipano tutti, con danze e canti, manifestazioni. Al contrario della nostra centratura individuale. Non c’è cosa che possa farli soffrire se non il sentirsi esclusi, non avere l’ANJARA, la loro parte.

 

 

 

Il concerto che questa sera i ragazzi ci offrono è dedicato a un progetto sanitario. Oltre agli aiuti che da anni stiamo portando al dispensario, vogliamo offrire un oculista, un dentista e un piccolo laboratorio di analisi medica a queste 10.000 persone.

 

È un’occasione per tutti noi di un gesto di solidarietà con persone che non hanno le opportunità di vita che abbiamo qui. In fondo anche un gesto di giustizia sociale, un gesto di amicizia. Come dice un loro proverbio: É meglio essere in due, se cadi c’è chi ti rialza.

 

Nell’intervallo del concerto – mentre raccoglieremo le vostre offerte – Antonio Sabbione vi presenterà con maggiore dettaglio questo progetto e la situazione sanitaria di Jangany.

 

Concedetemi ancora un pensiero di ringraziamento ai rappresentanti di classe e alla Dirigente Scolastica dell’IC di Cambiano che sono qui presenti. In questi anni stiamo conducendo un percorso interculturale nelle scuole, con la possibilità di scambio, di conoscenza ma anche di legame affettivo, tra gli studenti delle nostre scuole e la scuola Sainte Marie di Jangany. Tra l’altro con la possibilità di vedersi e parlarsi attraverso video call whatsapp.

 

Un augurio a voi e un pensiero per Filippo Tortia con un ultimo proverbio: Quando si scompare, resta ciò che si è dato.

BUON ASCOLTO