2026 – La video call della classe IIA secondaria Costa con Jangany

Ultima video call dell’anno scolastico 2025/26 con la secondaria Costa di Pino Torinese (classe IIA) dell’IC di Cambiano.  La precedente e prima del genere è documentata alla pagina Un incontro straordinario, del 13 marzo. Mentre un dettaglio dei disegni dei ragazzi di Jangany che hanno anche descritto il proprio profilo è alla pagina blog dedicata alla scuola Sainte Marie.

Sorprendente come sempre: i ragazzi si sono raccontati attraverso il proprio ritratto su progetto ideato dell’insegnante di Arte, Luigi Gastaldi, con un vis a vise diretto. I contenuti della discussione  naturalmente sono andati ben oltre il colore degli occhi e dei capelli, oltre il carattere (sono coraggioso/sono timido) ma si sono spinti in frivolezze (dalla Sainte Marie: come mai non avete il vestito blu scolastico; quale è la tua squadra di calcio preferita…). I ragazzi di entrambe le parti erano emozionati parlando entrambi una lingua non propria, il francese (curato da noi dalla prof.ssa Arianna Fiorentino) e guardando lo schermo direttamente in prima persona.

Piace leggere, giocare a pallone, guardare la TV, stare insieme, cantare, danzare e ascoltare musica… ai nostri anche nuotare. Applausi reciproci dopo ogni presentazione individuale. Tutti conoscevano ODDBOYS un gioco presente nei cellulari, frutto di qualche cartone animato.

Hanno colpito alcune risposte dei ragazzi di Jangany (età di 13 e 14 anni, un anno più dei nostri perché la primaria secondo l’ordinamento francese dura sei anni) sul loro desiderio della vita futura: voglio fare l’avvocato per difendere chi subisce ingiustizie a Jangany e nel mio paese, voglio fare l’hostess negli aerei, voglio fare il detective privato, voglio fare… nessuno ha detto agronomo ed è segno di un desiderio di emancipazione; come d’altra parte lo è il fatto che 8 su 12 avevano un TV (l’ultimo film visto da un ragazzo era Mission impossible, anche il Madagascar si è emancipato visto che padre Tonino 20 anni prima raccontava che in televisione davano solo film western datatissimi) e 12 su 12 un cellulare (SIM con utilizzo di SMS e Messanger soltanto, senza possibilità di navigare).
I nostri ragazzi sono stati sorpresi dal numero dei familiari (normalmente non meno di quattro), e dalla presenza stessa di ragazzi pronti e svegli nonostante la precarietà e la mancanza di opportunità presente a Jangany.

Nell’incontro durato un’ora e mezza, su richiesta dei ragazzi di Jangany, abbiamo mostrato l’utilizzo dell’acquarello, mentre a Jangany hanno usato solo matite e pennarelli. La cosa più divertente è stato lo scambio del 6-7 SIX/SEVEN, un gesto che si fa in tutta Europa ormai muovendo le due mani alternate come per far saltare su e giù una palla. Non ha nessun significato ma lo conoscevano anche a Jangany… anche questo è sorprendente, ed è stato il modo con cui alla fine i ragazzi sotto e sopra l’Equatore si sono salutati.

Conclusa la video i ragazzi di Pino, che già hanno saltato l’intervallo, hanno condotto una riflessione di circa 30′ per cogliere il progresso che è stato fatto a Jangany, dove fino a 30 anni fa non si conosceva il ferro, non si sapeva che sotto terra scorre l’acqua, mancavano quindi energia elettrica, acqua, alimentazione insufficiente, salute sempre a rischio, isolamento e mancanza delle vie di comunicazione… alla situazione odierna, emancipata seppur ancora precaria. Amici di Jangany ha ricordato gli obiettivi del progetto sanitario: un oculista, un dentista, un piccolo laboratorio di analisi medica dove lavoreranno due giovani di Jangany.